La critica
8 Gennaio 1989
Carlo Sirolla e la scultura
Articolo di Franca Barbuggiani - "Verona Fedele"
La scultura è un amore che per Sirolla sboccia nel 1984, imponendosi ben presto come interesse primario. Una scultura peraltro altamente pittorica, e non solo perchè essa non può prescindere dal colore, monocromo, sfumato e chiaroscurato, che esalta il movimento plastico del bassorilievo. Un movimento che investe le forme, disfacendole, pur restando esse sempre ricercate nei particolari. Forme che richiamano altamente tormenti barocchi. Oppure fantasie oniriche che dal subconscio affiorano straziate dalle problematiche più attuali del nostro tempo per stemperarsi nella serenità del mattino.
Le opere di Sirolla riflettono le devastazioni del male ai nostri giorni, un male che si connota come droga, come confusione comportamentale, come stravolgimento ecologico, frutto della mente impazzita dell'uomo moderno. Ma su tutto ciò aleggia un barlume di speranza che nasce dalla ferma fede nei valori positivi della vita: l'amore e il rispetto per la natura.
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