La critica

17 Gennaio 1989
Un pubblicitario votato alla scultura
Articolo di Giorgio Trevisan - "L'Arena"

Da poco scopertosi scultore Carlo Sirolla, pubblicitario di professione, propone per la prima volta al pubblico il suo lavoro plastico ospite della galleria "Torre Pentagona" situata nell'omonimo Interrato. Avvalendosi di una propulsione critica di Franca Barbuggiani, l'opera di Carlo Sirolla riesente vivamente della sua precedente esperienza pittorica. Infatti nei bassorilievi egli sviluppa una generosa ricerca sul segno e sul rilievo sorretta quasi esclusivamente dalle indubbie qualità di un disegno veloce, sicuro, quasi spontaneo.
Nella tridimensionalità però il lavoro di Sirolla sembra ancora alla ricerca di una propria connotazione, di una forma creativa originale, che si pone come prolungamento anche superamento dei caratteri inerenti la superficie. Ponendo attenzione ai bassorilievi, si nota infine come da un groviglio di linee e di movimenti circolari insorgono "fantasie oniriche che dal subconscio affiorano straziate dalle problematiche attuali" (Barbuggiani). Sirolla intende così porsi di fronte ai problemi che lacerano la società contemporanea, problemi come la droga, l'emarginazione e la devastazione ecologica, affermando con questo suo positivo atteggiamento uno spontaneo e disinteressato amore verso la natura e verso la società degli ultimi davvero encomiabili.

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